IL DIABOLICO CASALINO – AUGURI!

Pare evidente che la diffusione dell’audio di Rocco Casalino, con i suoi eleganti ammonimenti alla struttura del Ministero, è parte di una ben organizzata operazione di comunicazione, perfettamente in linea con lo stile e la storia del M5S e della Casaleggio & Associati.

Altro che violazione della privacy, come ha pateticamente, anzi beffardamente, provato a sostenere il Casalino stesso!

L’audio DOVEVA essere diffuso e pubblicato per raggiungere il suo effetto. Tutto studiato fino ai dettagli.

Ma vi pare che questi marpioni della comunicazione possano farsi scappare una roba così, involontariamente? Assolutamente impossibile.

Allora è opportuno riflettere sul senso complessivo dell’operazione: quali scopi si prefiggeva?

Non mi pare azzardato proporre le seguenti chiavi di lettura:

  1. Mandare con molta trasparenza un messaggio alla struttura del MEF: minacciano, convinti davvero che ci sia qualcuno che sabota le loro iniziative (il che, ma fortunatamente! non è nemmeno escludibile a priori). Rendere quindi evidente la concezione proprietaria dello Stato che, lungi da essere un bene comune temporaneamente affidato alle loro cure premurose, viene inteso come parco giochi a loro esclusiva disposizione, nella certezza che nelle loro mani c’è il benessere e l’interesse dei cittadini
  2. Rispondere alle continue rodomontate di Salvini per dimostrare che a spararle grosse non è capace solo lui
  3. Distogliere l’attenzione dalla crisi di consensi che M5S sta con tutta evidenza sopportando a causa dell’intraprendenza di Salvini, dando il segno di una forte presa sui problemi
  4. Predisporre la via della possibile ritirata, quando si dovrà spiegare agli elettori che “non mi lasciano lavorare”, come diceva il loro predecessore, maestro di comunicazione dell’altro secolo.

Obbiettivi raggiunti? Direi proprio di sì, a riprova di quanto bene funzioni il meccanismo comunicativo del M5S e della Casaleggio & Associati.

Tutti ne parlano, ne discutono, dibattono e si dividono, qualcuno al MEF semmai si spaventa davvero (tengono famiglia anche loro!), Salvini per un momento è costretto a fare il comprimario, la strada della ritirata è tracciata.

E noi che facciamo? Assistiamo impotenti al dispiegamento di questa spregiudicata strategia?

Ci lamentiamo, correndo il rischio di sentirci dare dei pusillanimi, che non sanno come si deve trattare con la burocrazia per ottenere i risultati?

Gridiamo alla mancanza di senso dello Stato di questa magnifica nuova classe dirigente?

Ovviamente non basta, anzi tutto ciò rischia di mostrare ulteriormente la nostra attuale debolezza.

In realtà io non credo ci sia una strategia di risposta vincente. Il momento, “l’inerzia della partita”, come dicono i sofisticati telecronisti moderni, porta dalla loro parte.

Almeno per un po’.

Quindi indigniamoci e rispondiamo, alziamo pure la voce, è doveroso farlo, ma prepariamoci a sfruttare il momento, che verrà, in cui l’inerzia si affievolirà, i risultati parranno deludenti a tanti e ci sarà bisogno di un programma alternativo.

Tutto lo sforzo del centrosinistra ora dovrebbe essere concentrato su questo. Preparare l’alternativa di governo. Alternativa vera, non la stampella al M5S.

Il primo punto è capire che con quella classe dirigente (si fa per dire!) NON può esserci intesa alcuna, di nessun genere. Contrapposizione totale.

Il centrosinistra si salva se riesce ad essere se stesso, se riesce a ritrovarsi ed a proporsi come alternativa.

Tutto il centrosinistra, nessuno escluso (salvo chi decide masochisticamente di chiamarsi fuori, in attesa della rivoluzione …).

O ci salviamo tutti o andiamo a fondo tutti. Chissà se i dirigenti del PD riescono a capirlo …!

Auguri.

Fonte: Uomini&Business

di ERNESTO TROTTA | 

 

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