DI MAIO STATISTA SUL “FATTO”

Il goffo tentativo del “Fatto” di oggi di presentare Di Maio in veste di statista passerà alla cronaca come una delle paginate più inutili del giornalismo italiano. Per la semplice ragione che il soggetto intervistato non dice niente. Afferma solo che nei ministeri c’è gente che rema contro di lui e che deve far controllare ogni cosa dal suo staff, nel quale, come è noto, si aggirano alcuni fra i migliori economisti europei (quattro perdabale di Pomigliano).

L’insano (perché si tratta di uno che non sta affatto bene) si vanta anche: distribuiremo reddito e pensione di cittadinanza. Tutto a debito, come se fosse una conquista. Infine annuncia guerra alle pensioni d’oro (con il taglio delle quali può portare il suo mitico staff in pizzeria, prima di andare a difendere la marachella in tutti i tribunali della repubblica).

Più che uno statista, insomma, un venditore di aspirapolveri porta a porta, uno che mette le mani avanti: complottano contro di me.

Male: dovrebbero proprio richiuderlo in uno stanzino e tirarlo fuori solo a cose finite.

Fonte: Uomini&Business

di: G.T. | 

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