Il problema antico e presente della sinistra é la prassi di azzoppare il leader il momento dopo che é stato eletto

Domenica si é conclusa la nona edizione della Leopolda, l’evento lanciato da Matteo Renzi nel 2010 che ogni anno raduna a Firenze, nell’omonimo ex scalo ferroviario, tesserati del Pd, simpatizzanti, pezzi della società civile e del mondo imprenditoriale. L’edizione 2018 cade in un momento particolare della vita del Partito democratico. Dopo la sconfitta del 4 marzo e la formazione del governo giallo-verde, i dem sono in una fase di ridefinizione e di avvicinamento al congresso che dovrà indicare il nome del nuovo segretario e definire gli assetti nel partito.

“Quello che mi é piaciuto di questa edizione é stata la grande partecipazione di persone che erano alla loro prima Leopolda”, confida ad Affaritaliani.it Pina Picierno, eurodeputata del Pd e renziana doc. “C’erano tantissimi giovani e meno giovani che erano interessati a costruire il futuro del centrosinistra. Credo che sia stato un momento di ripartenza da cui sono usciti spunti interessanti”.

Di che tipo di ripartenza ha bisogno il Partito democratico?

“Io credo che ci sia bisogno di una rifondazione. Dopo dieci anni di vita sono cambiate moltissime cose. E’ cambiato il Paese, con la crisi che é iniziata nel 2009 e che non é ancora finita. E’ cambiata l’Europa, con l’ascesa di nuovi movimenti populisti e xenofobi. Siamo cambiati noi, con la scissione di un pezzo del partito. Ma sono cambiati anche gli italiani, che cercano risposte che il Pd non é stato in grado di dare fino in fondo”.

Come deve essere la nuova struttura del partito?

“Dobbiamo ripartire dai circoli che abbiamo sul territorio, una ricchezza che gli altri partiti ci invidiano. I circoli sono la nostra vera forza che dobbiamo rivitalizzare, cercando però di avere un approccio unificatore e non fomentare le divisioni che ci sono all’interno del partito e che poi si riflettono sul territorio”.

Abolirebbe anche le tessere?

“Io non sono mai stata una fan del tesseramento, anche se credo che sia uno strumento per finanziare le attività locali importante. Soprattutto oggi che abbiamo abolito il finanziamento pubblico ai partiti”.

Il Pd rappresenta una alternativa valida a questo governo?

“Il Partito democratico deve assolutamente essere l’alternativa a questo governo che ha messo in campo ricette economiche disastrose e che sta adottando provvedimenti liberticidi e xenofobi. I valori fondanti del Pd sono ancora validi, semmai va ripensata la sua forma e struttura interna”.

Il Pd ha ancora bisogno di Matteo Renzi?

“Assolutamente sì, anche se non si ricandiderà al prossimo congresso Matteo rimane la carta vincente del Pd”.

Chi le piacerebbe vedere come segretario?

“Minniti é sicuramente una personalità che puó portare un valore aggiunto importante e che ha una lunga storia politica a sinistra. C’é poi la candidatura di Nicola Zingaretti, un esponente dem autorevole, e di Matteo Richetti, un amico, che ha tra le altre cose presentato la legge per eliminare i vitalizi che poi é stata copiata dal M5S”.

Che cosa augura al nuovo segretario?

“Il problema antico e presente della sinistra é la prassi di azzoppare il leader il momento dopo che é stato eletto. Dobbiamo confrontarci, anche aspramente, al congresso. Ma dopo l’elezione del segretario dobbiamo serrare i ranghi e lavorare uniti”.

Fonte: http://www.affaritaliani.it – di Di Tommaso Cinquemani
Del 23 Ottobre 2018

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