Quanto pagheresti in meno di tasse se fossero stati adottati i risparmi suggeriti da Carlo Cottarelli

Cos’hanno in comune Salvini, Di Maio e Renzi?

A parole sembra che le posizioni di Salvini e Di Maio siano opposte rispetto a quelle di chi li ha preceduti, l’ex leader del PD Matteo Renzi.

Ma nei fatti, quando si parla di mettere le mani in tasca ai contribuenti, sono assai simili. Renzi aveva la possibilità di scegliere di tagliare la spesa pubblica improduttiva senza ridurre le prestazioni ma eliminando gli sprechi.

Il programma preparato dal commissario nominato dal precedente Governo garantiva 34 miliardi di risparmi senza eliminare posti di lavoro ma Renzi preferì licenziare Cottarelli e realizzare in deficit i famosi 80 euro. E i suoi successori? Non pervenuti.

La spending review è completamente scomparsa dall’orizzonte. È comprensibile che la Lega – un partito che dalle tangenti Enimont di Bossi ai 49 milioni di Salvini non lega con la legalità – abbia fatto spallucce di fronte all’idea di risparmiare il denaro pubblico, ma i 5 stelle nati proprio per eliminare l’assalto dei gruppi d’interesse alla cosa pubblica perché non hanno fatto nulla?

Abbiamo un calcolatore con cui capire quante tasse avresti risparmiato se le proposte di Cottarelli fossero state attuate.

Qualsiasi discorso sulla spesa pubblica in Italia non può prescindere dal lavoro svolto tra il 2013 e il 2014 da Carlo Cottarelli e dal giovane team da lui chiamato.

Quella tentata da Cottarelli non è stata nè la prima nè l’ultima delle missioni lanciate dai vari governi per cercare di arginare lo spreconella cosa pubblica. Il lavoro svolto si differenzia però dai precedenti e, per quanto è finora dato di sapere, dai successivi per una serie di importanti differenze.

Prima di evidenziarle chiariamo però il senso del termine Spending review. Nell’accezione originale con cui essa viene utilizzata laddove il termine è stato creato – Uk – non si tratta necessariamente di una manovra diretta a risparmiare bensì a spendere quanto necessario dove necessario. In questo senso essa è antitetica rispetto ai cosiddetti tagli lineari che colpiscono indifferenziatamente tutte le uscite dello Stato. Che i tagli lineari siano un’assurdità lo dimostra un semplice esempio.

Una azienda che a seguito di un aumento dei costi o di una riduzione dei ricavi si trovi a dover risparmiare il 10% non taglierà tutto del 10% bensì identificherà area per area dove effettuare i tagli. Quando invece si opera con tagli lineari le amministrazioni sottostanti si trovano a dover decidere dove effettuare i tagli col risultato che o non li fanno, o li fanno male andando ad aggredire la qualità e quantità dei servizi erogati. Mettiamo che si dica che sono necessari tagli nell’ordine del 2% sulla spesa sanitaria, la spending review potrebbe suggerire di raggiungere il risultato attraverso la rinegoziazione dei contratti per l’acquisto di farmaci, i tagli lineari dicono che va risparmiata quella somma e basta col risultato di avere magari orari più brevi entro cui effettuare visite, meno medici e quindi liste d’attesa più lunghe e via dicendo. La spending review non è quindi semplicemente una riduzione ma una riqualificazione della spesa.

Di revisione della spesa se ne parla da sempre, purtroppo appunto se ne parla solo. Dal 1986 al 2005 è esistita una Commissione tecnica per la spesa pubblica che verrà rinominata sotto Prodi Commissione tecnica per la finanza pubblica. Grazie ad essa, secondo l’allora ministro Padoa Schioppa si ottennero risparmi per 700 milioni di euro (su un pil di 1300 miliardi pari a un decimo di mezzo punto percentuale).

Quindi si susseguirono ben 3 commissari nell’arco di poco più di due anni. Uno, Mario Canzio, durò circa 4 mesi, gli altri due Bondi e Giarda si sovrapposero svolgendo (o meglio non svolgendo) insieme il compito affidatogli. C’è una certa ironia nel fatto che la spending review, in un periodo drammatico per la nostra storia quale quello del governo Monti, sia riuscita a duplicare i costi senza produrre risultati.

In realtà dietro ai fallimenti di questi tentativi c’era anche il fatto che i protagonisti erano loro stessi dei superburocrati che per fare il loro lavoro avrebbero dovuto tagliare il ramo della pianta su cui sedevano (Giarda che aveva guidato dall’86 la Commissione tecnica più di Bondi che è una specie di Wolf delle imprese di interesse nazionale). Sta di fatto che se anche hanno lavorato nessuno ne conosce i risultati.

Cottarelli è un’altra storia proprio a cominciare dal curriculum. Prima della nomina il suo nome era sconosciuto al di fuori degli addetti ai lavori avendo egli trascorso gli ultimi 25 anni a Washington presso il FMI. Il suo nome non è mai stato apparentato ad alcuna consorteria e dopo essersi “dimesso” con due anni di anticipo dall’incarico di Commissario alla spending è tornato la da dove era venuto.

Ma la grossa differenza è soprattutto che, forse a causa della lunga esperienza in un paese in cui i risultati si misurano, Cottarelli ha prodotto in poco tempo (meno di 6 mesi) e con mezzi estremamente limitati (un gruppo di lavoro di 18 persone) la prima e unica analisi attendibile sullo stato della spesa pubblica nel nostro paese. Nel momento in cui scrivo sono trascorsi circa due anni dal licenziamento di Cottarelli e nessun documento neanche paragonabile è stato prodotto. Per non parlare dei risparmi che venivano ipotizzati per il 2016 previsti in 34 miliardi senza toccare le pensioni mentre ora si parla di 3 forse 4. D’altronde se osservate il sito dedicato http://revisionedellaspesa.gov.it vi accorgerete che non è mai stato aggiornato dalla partenza di Cottarelli.

La vicenda stessa dell’allontanamento di Cottarelli è emblematica. Il casus belli è un intervento sul suo blog nel quale segnalava che il parlamento stava già spendendo i soldi che lui avrebbe dovuto risparmiare. In quei giorni infatti la Camera aveva approvato un decreto sulla P.A. diretto a favorire alcune migliaia di dipendenti pubblici evitandogli di cadere nelle norme meno vantaggiose previste dalla riforma Fornero. Si trattava dell’ennesimo regalo alla categoria più privilegiata oltre che un’occasione per gestire migliaia di nuove assunzioni; così si esprimeva l’autore del tentato scippo, Francesco Boccia il deputato che pensa che gli F35 servano a spegnere gli incendi: “È la politica che decide se far entrare 4.000 giovani insegnanti oppure no. Cottarelli stia sereno su pensioni e spesa. Su tutto il resto aspettiamo i risultati da lui annunciati in Parlamento”

A quel punto Renzi decise che un governo senza una vera maggioranza non poteva permettersi di perdere parlamentari qua e là come sarebbe potuto succedere se i suggerimenti del Commissario fossero stati adottati e gli diede il benservito. Una scusa prima o poi doveva però inventarsela e tra le tante proposte puntò sull’unica che se spiegata male poteva raccogliere un qualche seguito, la lotta all’inquinamento luminoso. “Questo signore vuole strade insicure – disse – i risparmi vanno fatti ma devono essere intelligenti”. A parte che Cottarelli non voleva spegnere le luci ma valutare con più attenzione quanto esse fossero utili in determinati tratti stradali, quella proposta valeva 100/200 milioni, lo 0,5% dei risparmi, e il restante 99,5%?

Questo capitolo altro non è che un riassunto sommario di quanto esposto dal Commissario della spesa in due documenti. Il primo è la proposta consegnata al Governo nel Marzo del 2013 http://download.repubblica.it/pdf/2014/economia/cottarelli.pdf .

Questo documento fu direttamente chiuso in un cassetto da parte del Governo ed apparve nei mesi successivi grazie a una serie di indiscrezioni di stampa.

Il secondo è il libro pubblicato l’anno successivo da Cottarelli; La lista della Spesa, la verità sulla spesa pubblica e su come si può tagliare, (lo potete comprare qui con meno di 10 euro, i diritti d’autore vanno all’Unicef http://bit.ly/verita-spesa-pubblica-italiana). È un libro, chiaro, intelligente e nonostante il tema pure spiritoso. È scritto come dovrebbe essere scritta una buona legge in modo cioè da poter essere letto e compreso anche dai non addetti ai lavori. E i diritti d’autore vanno all’Unicef.

Che cos’è il benchmark proposto da Cottarelli

Lo strumento più utile per comprendere l’esistenza di sprechi è il confronto con gli altri paesi. Spesso si tratta però di un’arma a doppio taglio perché se è vero che spendiamo più di altri c’è sempre qualcuno che spende più di noi. Cottarelli è un grande economista, il maggiore esperto di fiscalità del FMI, però il ragionamento che propone potrebbe essere compreso anche da un analfabeta. E sarebbe che ognuno può spendere i soldi che ha.

Perché mettere ordine nella spesa è la riforma più importante

Qualcuno potrebbe pensare che non sono 30 o 40 miliardi che fanno la differenza nella storia di un paese. Che contano di più altri fattori, come la coesione sociale, la crescita della produttività, che non si svolta con gli zero virgola, etc. Poi ci sono quelli che sono contrari perché ritengono che qualsiasi diminuzione della spesa pubblica deprima il PIL ma questa è un’altra storia…

Non è così in primo luogo proprio perché come è possibile vedere attraverso il calcolatore si tratta di una cifra tale da fare la differenza nella vita della maggior parte delle persone. Soprattutto però la trasparenza delle scelte pubbliche è alla base del contratto che esiste tra i cittadini e il loro Stato. Se un cittadino, come avviene in Italia, ha la percezione che il suo denaro viene sprecato o peggio rubato si sentirà in diritto di fare altrettanto evadendo il fisco. L’evasione fiscale, che verrà analizzata in un capitolo specifico, dipende infatti da un insieme di fattori; dimensione del prelievo, complessità delle norme, senso civico, trasparenza/corruzione. E purtroppo la nostra patria se la cava male, anzi malissimo su tutti questi parametri.

Calcola quanto ti costa

Il calcolatore lavora come app di Facebook e ci arrivi tramite il seguente indirizzo: https://eiopago.info/calcola
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Fonte: http://www.eiopago.info – 01/03/2019

Link: https://www.eiopago.info/calcolatore/salvini-di-maio-renzi-come-potevano-ridurre-tasse/?fbclid=IwAR3STG6vebd9nbwM44ZKL1_Cu7RrVJSi7a8mcQPIJpgaZ6qq9c1qblktqn0

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