Quelli che… vanno a Verona

Quelli a cui la famiglia tradizionale piace talmente tanto che ne hanno due, o tre.

Quelli che inorridiscono “per il maschilismo dell’Islam”, ma solo perché l’unico maschilismo deve essere il loro.

Quelli che no all’aborto, il feto ha inviolabili diritti, ma poi, quando diventa bambino o uomo, se viene da luoghi sgraditi con un barcone e attenta ai sacri confini nazionali può tranquillamente affogare.

Quelli che distribuiscono come gadget un piccolo feto di plastica, come fosse un portachiavi, una gomma per cancellare, mostrando esattamente quanto ignorano la sofferenza e la delicatezza di scelte che non capiscono quindi vogliono eliminare, e di come il “sacro” di cui si sentono difensori sia lontano da loro.

Quelli che invitano a parlare delle donne il presidente della “Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità” russo.

Quelli che i diritti delle donne è meglio che li decidano gli uomini.

Quelli che sono in maggioranza, anzi in stragrande maggioranza, ma si sentono minacciati dalle minoranze, e quindi vorrebbero sopprimerle.

Quelli che devono difendere la famiglia tradizionale da altre persone che non vorrebbero altro che avere una famiglia tradizionale (cioè fondata su sentimento e cura reciproca), ma con una persona dello stesso sesso.

Quelli che fingono di ignorare che l’attacco alle famiglie non viene da altre famiglie ma dalla precarietà del lavoro, dall’assenza di sicurezza economica, dalla mancanza di reti sociali (quelle che una volta c’erano ma ora non più, ed è un altro dei motivi per cui è impossibile riproporre i modelli di una volta).

Quelli che non ricordano che anche l’orda primitiva era una “società naturale”, ma questo non la rende legittima e men che meno desiderabile.

Quelli che “eh no, ragazzi, il Medioevo era un’epoca di grandi idee e non di buio, le streghe le bruciavano nel vostro amato Rinascimento, semmai”, e fingono di ignorare che le donne sono state sempre perseguitate e sottomesse e punite, e che le chiamassero eretiche o streghe o figlie del demonio o femministe è perfettamente uguale.

Quelli che “noi siamo moderni, ma le donne se ne stessero a casa”. E ci sono donne che sono d’accordo.

Quelli che “eh no ragazzi, rispettate le nostre idee”, come se l’omofobia fosse un’idea come le altre, degna di rispetto.

Quelli che se due dello stesso sesso si amano devono essere curati perché sono “contro natura”, anche se sono nati così quindi seguono la loro natura. Perché evidentemente ci sono nature più nature delle altre.

Quelli che se due dello stesso sesso si amano e vogliono stringersi in una relazione non hanno diritto alla stessa protezione e tutela degli altri perché “non possono avere bambini” (quindi si dovrebbero togliere le tutele anche alle coppie sterili?).

Quelli che il femminicidio non esiste, la violenza domestica è isteria delle donne e la “mediazione familiare” (come ha scritto nel suo disegno di legge un noto mediatore familiare) è obbligatoria anche in casi di violenza (che, appunto, è solo una fantasia).

Quelli che “noi, che siamo al governo, non andiamo dove si arriva a negare la violenza sulle donne”, e poi sul palco salgono un vicepremier e un paio di ministri.

Quelli che ci stanno riportando indietro.

Fonte: http://www.huffingtonpost.it

Link: https://www.huffingtonpost.it/manginobrioches/quelli-che-vanno-a-verona_a_23702913/?utm_hp_ref=it-homepage

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