Coronavirus, l’imbarazzo del M5S sui vaccini

Le retromarce e i silenzi sul tema degli esponenti del partito di Grillo.

Un problema di coerenza si pone, in queste ore, per chi milita nel Movimento 5 Stelle. Anche se c’è chi bene ci ricorda come nessun problema di coerenza sia realmente tale: “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”, scriveva James Russell Lowell, senza nulla dirci, però, di chi cambia opinione troppo spesso.

La questione riguarda i vaccini. Ora che la sopravvivenza di molti dipende dalla “terapia miracolosa” in grado di regalare l’immunità dal Coronavirus, il partito pentastellato è diviso. L’occasione della frattura e, certamente dell’imbarazzo, arriva dalle parole del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri: “Visti i danni che ha creato il virus – ha detto – non ho dubbi sul fatto che un vaccino del genere debba essere obbligatorio“.

Proprio contro l’obbligatorietà dei vaccini, ricorda oggi il Corriere della Sera, si era scagliato il movimento, ai tempi del decreto dell’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Decreto che, alla fine, rimase intonso, anche dopo le politiche del 2018 e l’arrivo dei 5 Stelle al governo. La linea, come spiegò Luigi Di Maio, prima di quelle elezioni, era quella della “raccomandazione“. E che nel corso del tempo la linea sia cambiata lo dicono molti fatti recenti, tra i quali la firma, l’anno scorso, da parte di Beppe Grillo, del manifesto per la scienza insieme al virologo Roberto Burioni, più volte entrato in rotta di collisione sui vaccini proprio con i 5 Stelle. Una giravolta che, da molti, nella base, fu interpretata come tradimento. Segnale di un più ampio processo di conversione interno.

Il tema, nella galassia pentastellata, continua a dividere. Lo testimoniano alcuni irriducibili del no all’obbligo, come la senatrice Domenica Castellone, che ha replicato come segue alle parole del viceministro alla Salute: “È prematuro aprire una discussione sull’obbligatorietà. Fossi stata in Sileri non avrei fatto una dichiarazione del genere”. Molti dei suoi colleghi preferiscono non esprimersi. A cominciare dalla convinta no-vax Paola Taverna, della quale nessuno ha dimenticato una “storica” uscita: “Quando ero piccola per immunizzarci andavamo a trovare i cugini malati”, disse durante una riunione nel febbraio 2018. Dopo il polverone suscitato dal video, Taverna annunciò su Facebook che non si sarebbe più occupata di vaccini, proprio a causa del vespaio sollevato da quelle dichiarazioni, considerando come “da più un mese” fosse “oggetto di attacchi da più parti per essersi fatta portavoce della posizione del M5S“. Che quindi non era solo la sua.

Ma quale sia l’orientamento attuale del partito, ormai ex movimento, è difficile da dire, per assurdo in un momento in cui il tema “vaccini” è cruciale. “Raccogliere pareri sui vaccini – si legge sul quotidiano milanese, nell’articolo a firma di Claudio Bozza – specie dopo l’uscita di Sileri, non è proprio facilissimo tra i Cinque stelle. In tanti, contattati dal Corriere, hanno preferito non rispondere. Nessuna risposta da esponenti di primo piano come Paola Taverna (come non ricordare la sua ‘immunizzazione da malattia esantematica’ con ‘processione dal cugino malato’). Mentre Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, risponde così alla richiesta di un commento sulle parole del viceministro Sileri: ‘Non mi occupo di queste cose. Non le seguo, non mi interessano’”.

Fonte: La legge per tutti

Link: https://www.laleggepertutti.it/390097_coronavirus-limbarazzo-del-m5s-sui-vaccini

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