M5s dov’era quando veniva approvato il decreto sicurezza 1?

La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma contenuta nel c.d. “decreto sicurezza uno” del 2018, relativamente alla preclusione dell’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, sta causando, tra le altre cose, una interessante reazione a catena. Da ieri, infatti, apprendiamo che il Movimento 5 Stelle non sarebbe stato d’accordo con le norme del decreto. 

In realtà, durante tutto il procedimento di conversione del Decreto, sia nelle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di Camera e Senato sia nelle rispettive Aule, nessuno dei Parlamentari che oggi ancora fanno parte dei Gruppi del Movimento 5 Stelle, sollevò obiezioni sulla legittimità costituzionale o sull’efficacia e la coerenza di quel provvedimento rispetto agli obiettivi dichiarati. Coloro, quei pochi che, all’interno del Movimento 5 Stelle osarono farlo, furono subito sottoposti a procedimento disciplinare, e qualcuno è stato poi espulso.

Oggi leggiamo sul Corriere della Sera che il Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia afferma che nelle riunioni dell’allora maggioranza il Movimento 5 Stelle avrebbe rappresentato alla Lega che la norma sull’iscrizione anagrafica era incostituzionale. Ma anche se fosse vero, perché queste differenze non sono state rese pubbliche e si è preferito il silenzio e l’appiattimento sulle posizioni leghiste.

Infatti, esistono i resoconti stenografici degli interventi svolti per il Movimento 5 Stelle nelle Aule Camera e Senato da cui non emerge alcuna distanza. Anzi, nessun dubbio sulla legittimità costituzionale era stato espresso laddove, anzi, alla Camera la deputata Dieni chiariva che il Movimento avrebbe votato a favore della Fiducia e aggiungeva “lo facciamo senza differenza, senza sentirci diversi, perché siamo uniti dal medesimo interesse, quello per la sicurezza dei cittadini (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier).” Nessuna distinzione specifica nemmeno nel discorso di D’Uva, allora Capogruppo alla Camera nel voto sul provvedimento.

Se oggi il Movimento è rimasto folgorato sulla via di Damasco può essere un bene, ma bisogna ricordare i fatti, i quali ci dicono che a ieri, nessuna contrarietà è stata espressa dal Movimento sul Decreto Sicurezza 1, e nemmeno sul successivo Decreto Sicurezza 2.

Il ravvedimento sarebbe utile se fosse operoso e portasse, quindi, alla cancellazione delle norme incostituzionali ed incoerenti che sono presenti in entrambi i Decreti; ma il tentativo di cancellare la memoria riscrivendo la realtà, inganna solo chi è predisposto ad essere ingannato.

Fonte: Huffingtonpost

Link: https://www.huffingtonpost.it/entry/m5s-dovera-quando-veniva-approvato-il-decreto-sicurezza-1_it_5f087ebac5b63a72c340fea1?utm_hp_ref=it-homepage

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