Addio compagno di banco e… tutti sul girello

La scuola ricomincia con i banchi singoli. Senza quel vicino, specchio o muro che fosse, alleato o nemico. Quello da cui abbiamo imparato le leggi della solidarietà, o il loro rovescio, l’esclusione e il rifiuto. In ogni caso, la prima palestra etica fuori dalla famiglia

“Compagno di scuola, compagno di niente”: ci siamo cresciuti in tanti, sotto questi versi che dicono una cosa per intenderne un’altra. Altroché niente: metà della nostra vita emotiva e ben più di metà di quella sociale si sono formate accanto, attraverso, assieme ai nostri “compagni di scuola”, compagni di niente o meglio di tutto. E tra loro il posto più importante – perché era tutta questione di posto – è sempre stato il compagno di banco. Amato o odiato, subìto o scelto, agognato o schifato, emblema di ogni soccorso o di ogni avversità. Alter ego o alieno. Pietra di paragone, pietra miliare, pietra e basta.

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Sempre il più vicino, specchio o muro che fosse, alleato o nemico. Quello da cui abbiamo imparato – più che da ogni altro – le leggi della solidarietà e della condivisione, o il loro rovescio, l’esclusione e il rifiuto. In ogni caso, la prima palestra etica fuori dalla famiglia, nel micro-macromondo della classe.

Addio compagno di banco: la rivoluzione delle rotelle, la classe come sciame, insieme di cellette (girelli, a dire il vero) equidistanti e semoventi ci cambierà – tra l’altro – tutta questa geografia interiore. A prescindere dalle incongruenze, le perplessità, gli interrogativi inquietanti che ancora ci fanno guardare alla ripresa prossima con serissimi dubbi, comunque vada quella della Azzolina sarà una rivoluzione, letteralmente, copernicana: tutti a girare, nella propria orbita solitaria, attorno al centro. Niente più sistemi binari, “quel” sistema binario. Quel rodaggio specialissimo di interazioni, passioni, innamoramenti, disgusti, socialità. Quei sodalizi da cavalieri della tavola rotonda, o quelle guerre fredde, difendendo confini invisibili, centimetri di legno vecchio coi chewing gum secchi appiccicati da mille anni, o le iscrizioni a futura memoria di altri compagni di banco di chissà quando, chissà come.

Niente più quella specialissima mappa celeste, la prima con cui abbiamo avuto a che fare, destinata a rimanere molto a lungo come traccia interiore: la sintassi dei primi e degli ultimi banchi, i nerd e gli imboscati, i centristi e gli estremisti, gli apocalittici e gli integrati, la tribuna e la curva sud. Le enclave, i collettivi, i club che si ridistribuivano in quella geometria essenziale, fondativa. Che a volte gli stessi insegnanti ridisegnavano, per finalità pedagogiche o repressive: micro esperimenti sociali, a volte di immensa portata.

Chissà come sarà la classe-sciame dei girelli, la classe del distanziamento sociale che è in realtà distanziamento personale e suona come una contraddizione in termini, nelle aule in cui si sperimenta ogni prima forma di interazione, scambio, prossimità. Chissà che vorrà dire, in una classe a rotelle, il vecchio “State fermi”. Chissà come cambieranno tutti gli incipit narrativi (letterature, fumetti, film) che partono da lì: il protagonista che arriva in aula e sceglie, o trova, un compagno di banco, e tutte le avventure a venire – ché il banco, la sua posizione e composizione umana, è sempre un po’ lo sliding doors delle nostre vite e certamente di tutte le narrazioni. Chissà come ce lo racconteranno le epiche scolastiche del futuro quel “compagno di banco”, sodale imprevisto e modello di mille interazioni, che non sarà più compagno di banco. Compagno per niente. 

https://video.huffingtonpost.it/embed/politica/azzolina/27820/27788?responsive=true&el=video951487526499006100

Fonte: Huffingtonpost

Link: https://www.huffingtonpost.it/entry/addio-compagno-di-banco-e-tutti-sul-girello_it_5f1be7fcc5b6128e68263bce?utm_hp_ref=it-homepage

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