Salvini, parole sue, è letteralmente “incazzato come un bufalo”. Il motivo ha a che fare con l’inchiesta sui camici in Lombardia, che ha al centro il presunto affidamento diretto alla Dama Spa, azienda del cognato del governatore Attilio Fontana, di circa 75mila camici destinati agli operatori sanitari della Regione. Ma Salvini non è furioso per l’inchiesta in sé, bensì per un risvolto che lo ha riguardato, tale da risultargli a dir poco spiacevole.

Nel corso delle indagini, infatti, alla ex moglie del leader leghista (e madre di sua figlia), Giulia Martinelli, è stato sequestrato il telefono cellulare da parte della Guardia di Finanza. Il motivo? La donna lavora attualmente come capo della segreteria di Attilio Fontana. L’acquisizione del cellulare ha quindi fatto parte di una serie di accertamenti in cui sono state coinvolte diverse persone dello staff del governatore lombardo. Giulia Martinelli non è in alcun modo indagata.

Tuttavia, l’operazione della Guardia di Finanza non è affatto piaciuta a Salvini poiché, a suo dire, quel cellulare contiene le foto di sua figlia e chat della stessa figlia coi nonni: “Viene portato via un telefono – ha spiegato il leader leghista – dove ci sono le foto di mia figlia e le chat con i nonni. Non è degno di un Paese civile comportarsi così, ma neanche un mafioso viene trattato così. Darò un colpo di telefono, sperando che non mi portino via anche il mio, al presidente Mattarella che sarebbe teoricamente capo della magistratura per capire se è normale che l’Italia funzioni così”.

Fonte: TPI

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