Il partito di Conte e il vuoto al centro

Continua il dibattito, frutto perlopiù di simpatici e gustosi retroscena, sull’eventuale lista/partito/movimento di Giuseppe Conte in vista delle prossime elezioni politiche. Un tema che, apparentemente, è in forte anticipo rispetto alla sfida politica che dovrebbe vedere concretizzare questa nuova, ed ennesima, avventura politica ed elettorale.

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Ora, al di là dei retroscena e di chi, in testa Bettini, disegna a settimane alterne un ruolo diverso se non opposto a quanto previsto precedentemente per il futuro politico del Presidente del Consiglio, è indubbio che alcuni elementi si impongono all’attenzione di tutti coloro che cercano di scrutare cosa potrà accadere nei prossimi mesi nella sempre più turbolenta politica contemporanea. Il tutto al netto della sempre possibile crisi di governo da un lato, almeno stando alle dichiarazioni incendiare del capo del suo partito personale Renzi, e delle sorti di un movimento/lista/partito del Presidente del Consiglio di turno dall’altro. E questo pur dopo le esperienze concrete del partito di altri Premier come Dini e Monti. Ma, come ben sappiamo, mai nessuna situazione o accadimento politico possono essere replicati o paragonati a ciò che concretamente c’è stato in precedenza.

Ecco perché almeno 3 aspetti segnano la novità di questa potenziale, e del tutto remota – almeno ad oggi – possibilità.

Innanzitutto la cosiddetta ‘popolarità’ dell’attuale Premier Conte. Una popolarità e una fiducia, sempre molto alti al di là delle alterne fortune e delle disavventure che accompagnano ogni governo, compreso questo che ha dovuto, e deve, affrontare una dura emergenza sanitaria che ha piegato l’intero paese e che non sapremo ancora quali potranno essere le conseguenze nel futuro. Un Governo, è bene non dimenticarlo, che adesso deve affrontare un capitolo decisivo e delicato per la prospettiva di milioni di cittadini italiani. E cioè, la fase delle “ricostruzione” e della “ripartenza” come ci ha detto con realismo e lucidità il Presidente della Repubblica Mattarella nel suo discorso di fine anno. Comunque sia, parliamo di una popolarità e di una fiducia che, di norma, vengono investiti, prima o poi, direttamente nell’agone politico. Al di là dello stesso profilo del Premier di turno.

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In secondo luogo il consenso potenziale e reale che potrebbe avere una lista/movimento/partito di Conte. È indubbio che, almeno nell’area alternativa al sovranismo, persiste un vuoto politico di un’area che genericamente viene definita e qualificata come ‘area di centro’. Un campo ultimamente molto gettonato e addirittura auspicato da settori crescenti dell’informazione italiana
ma accompagnato, misteriosamente, dalla plateale contestazione se qualcuno pensa a strutturarlo in termini politici ed organizzativi. Un rifiuto che, forse, affonda ancora le sue radici in un atavico pregiudizio nei confronti di una esperienza politica e culturale – la Dc, per intenderci – che ha segnato, per quasi un cinquantennio, le vicende politiche del nostro paese. Ma proprio una
proposta, come quella che si potrebbe raccogliere attorno a Conte, vagamente riconducibile ad una lista di “centro”, moderata” e “di governo”, potrebbe essere la vera novità in un panorama politico che vede l’inevitabile esaurimento delle cosiddette forze “nuoviste” di matrice populista e demagogica. Una proposta, ovviamente solo sulla carta, ma che rappresenterebbe una ventata di vera discontinuità nell’attuale geografia politica italiana.

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In ultimo, si tratta di una proposta che, come ovvio e scontato, potrebbe decollare solo se esiste un sistema elettorale di marca proporzionale. O meglio, solo se viene varata una legge elettorale che permette alle varie forze politiche di misurarsi concretamente con l’elettorato. Se, invece, dovesse restare questa pessima legge elettorale difficilmente potrebbero nascere nuovi soggetti politici e nuove proposte capaci di mettere in discussione le attuali appartenenze politiche ed organizzative. Anche se si trattano, prevalentemente, di cartelli elettorali alle dirette dipendenze del “capo” di turno. Comunque sia, e come sempre capita, sono sempre le regole elettorali che determinano, o meno, il decollo di nuove ed inedite formazioni politiche. Vedremo.

Elementi che, al di là delle varie supposizioni ed argomentazioni, portano ad una semplice conclusione. E cioè, il panorama politico nel nostro paese è comunque destinato a cambiare. E la potenziale lista/movimento/partito di Conte può essere una variabile non indifferente ai fini di un nuovo assetto politico italiano. Saranno, come sempre, solo le circostanze concrete a dircelo o meno.

Fonte: Huffingtonpost

Link: https://www.huffingtonpost.it/entry/il-partito-di-conte-e-il-vuoto-al-centro_it_5ff0a764c5b6ec8ae0b31c05?utm_hp_ref=it-homepage

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